Pizzo Tresero

Escursione effettuata in data 4 agosto 2010

Partenza Rifugio Berni (presso Passo Gavia)
Arrivo Pizzo Tresero
Dislivello in salita mt. 1150
Ore di cammino 7h 30'
Difficoltà EEA - F+
Partecipanti Giovanni e Luigino

Piccolo resoconto

E’ da qualche settimana che io e Luigino pensavamo al Pizzo Tresero, nel gruppo dell’Ortles – Cevedale, e finalmente è giunta l’occasione buona.

Il Pizzo Tresero è una vetta non particolarmente impegnativa anche se il ritiro dei ghiacciai ha lasciato parecchio sfasciume; magnifico è il panorama che si vede dalla cima soprattutto sul Gruppo dell’Ortles - Cevedale: E’ anche la prima cima che si incontra se si effettua la famosa traversata in cresta delle “13 cime” che si svolge a quote sempre superiori ai mt. 3400. L’obiettivo nostro era di effettuare un giro ad anello toccando il Tresero e poi il Pedranzini, il Dosegù e poi scendere dall’omonimo ghiacciaio che parte dalla cresta tra il Dosegù ed il San Matteo.

Ci siamo portati al Passo Gavia dove la notte abbiamo dormito al Rifugio Berni che è situato qualche centinaio di metri sotto il Passo, sul versante valtellinese (mt. 2541).

La mattina presto (erano le ore 6.00) iniziamo la nostra escursione imboccando il sentiero n. 25 che parte proprio di fronte al Rifugio Berni e che punta direttamente a Nord; le prime luci dell’alba fanno presagire una giornata soleggiata. Proseguendo sempre sul sentiero n. 25 giungiamo al Rio Dosegù, conca d’acqua di fusione del ghiacciaio omonimo, che attraversiamo utilizzando il recente Ponte dell’Amicizia, al di la del quale il sentiero si divide; noi imbocchiamo il n. 41 che d’ora in poi ci porterà praticamente fino al Bivacco Seveso, poco sotto la vetta del Tresero.

Ora il sentiero sale ripido tra ghiaioni e panorami immensi e presto ci troviamo su una terrazza che guarda dritta sul ghiacciaio Dosegù, con alle sue spalle la mole del San Matteo; da qui, su sfasciumi e detriti, giungiamo ad un ampio catino glaciale ormai quasi completamente senza neve. Prendiamo a sinistra salendo per sfasciumi fino ad incrociare la cresta che in breve ci porta al Bivacco Seveso (mt. 3398) che raggiungiamo attorno alle ore 8.30.

Qui troviamo un alpinista che ci consiglia di tornare sui nostri passi e di prendere la traccia che passa sul nevaio sotto e da li raggiungere la vetta; noi (purtroppo) lo ascoltiamo e ritorniamo fino al catino glaciale e da li risaliamo tenendoci a ridosso delle roccette sino ad incontrare un tratto di rocce lisce che superiamo utilizzando delle corde fisse e che in breve ci porta sulla cresta sopra il Bivacco.

Qui prendiamo a destra ed in breve raggiungiamo la vetta del Monte Tresero (mt. 3594) sulla quale spicca una luccicante croce: sono le ore 10.30.

Qui ci fermiamo oltre mezz’ora a riposare, rifocillarci ed ammirare lo stupendo panorama. Decidiamo a questo punto di rinunciare al nostro primario obiettivo anche perché abbiamo perso troppo tempo modificando il percorso di salita; inoltre le condizioni atmosferiche iniziano a modificarsi e si alza un freddo vento.

Riprendiamo quindi la via del ritorno, per il medesimo sentiero e ci riportiamo al Rifugio Berni dove abbiamo lasciato l’auto e dove giungiamo attorno alle ore 14.00.

Anche se l’obiettivo primario non è stato raggiunto abbiamo comunque risalito una bella e non banale cima a quota mt. 3600; l’esperienza di quest’anno ci sarà molto utile per ritentare il giro nel 2011.

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